Necessità immediata di liquidità




L’economia italiana ha necessità di una immediata e importante iniezione di liquidità. Servono soldi e non promesse.


Ieri Giuseppe Conte, il Presidente del Consiglio che più di ogni altro prima di lui, sta utilizzando la leva del credito d’imposta, ha avanzato l’ipotesi di sgravi fiscali a favore delle aziende che non facciano ricorso alla cassa integrazione, mi chiedo a cosa sia la passerella degli Stati Generali dell’economia se non ha capito che le aziende, oggi, chiedono la cassa integrazione e non riescono neanche ad anticiparla, perché non hanno liquidità a sufficienza, perché i crediti garantiti dallo Stato non sono arrivati e difficilmente arriveranno, perché le banche non possono, anche legalmente, prescindere, nella concessione del credito, dagli andamenti e dai dati di bilancio delle società. Non era difficile da capire prima, è indispensabile prenderne atto oggi: occorrono strumenti diversi come il prestito d’onore da concedere anche a chi non può avere merito creditizio, occorre pensare a canali diversi da quello bancario che, giustamente, deve rispettare norme che trovano il loro fondamento nella tutela del risparmio e dei risparmiatori.

E che dire del bonus vacanze: altro credito d’imposta a favore di chi, teoricamente, andrà in vacanza e che potrà scontare questa somma dal costo del soggiorno cedendo questo credito all’operatore turistico. La norma è contenuta in uno dei famosi decreti emanati dal governo per sostenere il turismo, peccato che la sua conversione in legge non arriverà prima del 18 luglio e che sino ad allora nessuno, con certezza, sa e saprà come utilizzare questo credito: non lo sanno gli operatori turistici e non lo sanno gli istituti di credito che, sempre teoricamente, dovrebbero acquistare, in ultima analisi, dagli operatori il credito d’imposta con cui dovrebbero essere pagati dai turisti e creare, così, un circolo virtuoso di liquidità. Già, come il super bonus sul risparmio energetico o sulle opere antisismiche: ma Conte e i suoi ministri hanno provato ad alzare il telefono e a chiedere alle banche cosa ne pensano? Qual è la procedura necessaria? Se è attuabile e se è attuabile in grandi numeri? Bene, io l’ho fatto e dico che sarà un altro buco nell’acqua non per incapacità del sistema o scarso amore per la patria, ma perché è complicato e perché, di nuovo, richiede la valutazione del merito creditizio degli artigiani e delle imprese che faranno i lavori e che, già prima, facevano fatica a rispettare i parametri del credito.

Nel frattempo sono riprese le lettere con cui le imprese si vedono oggetto di revoca degli affidamenti o di decadenza dai contratti di leasing e nessuno, al Governo, ha pensato a un provvedimento che, in qualche modo, concedesse non solo alle imprese le necessarie proroghe, ma anche alle banche di poterle concedere senza incorrere loro in sanzione.

È necessario che il Governo si renda conto di questi aspetti: l’estate finirà presto e l’autunno sarà caldissimo.
Stanno creando le condizioni di cessazione delle attività per decine di azienda e di perdita del lavoro per migliaia dì lavoratori difficilmente ricollocabili.
Non servono contributi a fondo perduto a pioggia: servono interventi mirati e controllati mediante l’utilizzo diretto degli enti dello Stato.
Questo è uno dei casi in cui il principio di sussidiarietà non può funzionare.
E la richiesta di atti d’amore lascia solo l’amaro in bocca e appare come il tentativo del Governo lasciare il cerino in mano a qualcun altro.