Speriamo nel Superenalotto Europeo




Il mancato rinvio del pagamento delle imposte dal 20 luglio (per molti 20 agosto) al 30 settembre, richiesto da tantissime categorie, dimostra cecità e crea il dubbio che l’ostentata serenità del Governo del Fare (male), in realtà, nasconda una situazione finanziaria molto peggiore di quella che ci viene descritta e conferma l’impressione che il continuo richiamo all’emergenza sanitaria sia il modo con cui nasconde l’incapacità di affrontare concretamente e senza rinvii i problemi di un Paese che ha bisogno di un Governo diverso subito!!!!

Tutti ci auguriamo che la trattativa europea consenta di ottenere importanti risorse a fondo perduto, ma la richiesta di riforme vere che ci arriva dai governi europei, è la stessa che proviene dalle categorie produttive.

Essersi presentati all’appuntamento con l’idea di poter aspettare, tatticamente (come dichiarato da Conte e Gualtieri), è chiaro a tutti, in realtà, rappresenta il modo per non prendere decisioni oggi e rinviarle a domani.

Le “soluzioni” delle vertenze Alitalia e Autostrade sono più una preoccupazione che una garanzia: in entrambe i casi rappresentano la necessità (per Alitalia la continuità) di ingenti impegni finanziari con competenze tutte da verificare specie nei confronti di chi non ha un piano strategico condiviso.

La sensazione è che stia prevalendo l’interesse particolare dei partiti di governo e che l’interesse nazionale sia l’ultimo dei problemi.

Speriamo nel Superenalotto europeo (è vitale), ma questo non può lasciarci sereni né creare quelle condizioni di ottimismo indispensabili per poter ricominciare a credere nel futuro.