Perché ho aperto il Blog "Diario del prossimo Futuro"


Sono Massimo Feira, nato alla fine degli anni sessanta a Rivarolo Canavese, un piccolo comune della provincia di Torino ai piedi del Parco Gran Paradiso.
Ho avuto una formazione cattolica e liberale seppure consapevole che non sempre è stato facile conciliare il radicamento nella tradizione della prima e la propensione al futuro della seconda.

Sono cresciuto borghese e anticomunista con la convinzione che la difesa delle libertà di ogni singolo uomo possa valere qualsiasi sacrificio.
Ho sempre pensato che non esista alcuna ragione di Stato che legittimi la limitazione delle singole libertà tranne la tutela delle libertà altrui.
Mi piace il confronto, la discussione, non ho paura di affermare le mie idee.
Non mi piace la prevaricazione: odio chi alza la voce pensando di farsi sentire di più e meglio.
Penso sia giusto che ciascuno possa esprimere le sue opinioni, tanto più se diverse dalle mie.
Non ho certezze: con il tempo ho imparato che la vita è bella se vissuta a colori, ma che la percezione di ciascun colore varia a seconda del giorno, dell’ora, del momento e che nessuno possa o abbia il diritto di affermare che la sua percezione del colore sia più giusta o migliore.
Ho imparato la tolleranza dell’errore, a chiedere permesso e anche scusa.
Sento la necessità di un luogo a cui affidare i miei pensieri, in cui esprimere le mie ragioni e con cui condividere i miei dubbi e le mie domande.
Mi piacerebbe condividere questo luogo senza alcun vincolo se non il rispetto dell’altro.
Non cerco il consenso, anzi desidero mettermi in discussione.
Ogni giorno cercherò di affidare poche righe a queste pagine che mi piacerebbero diventassero il diario del prossimo futuro, un diario che contenga le riflessioni, non solo mie, su ciò che viviamo, su ciò che colpisce la nostra immaginazione e che spesso condiziona le nostre vite e le nostre scelte.
Chiedo tolleranza e prometto tolleranza. Tutti sono invitati e mi piacerebbe nessuno si sentisse escluso o offeso: un’opinione diversa è una ricchezza, perché consente di verificarsi, di approfondirsi e, perché no, di cambiare idea.